BACAJA’! Festival Internazionale del Teatro Popolare

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Il festival prevede uno stage dove s’intersecheranno in un’unica attività pedagogica, per la prima volta in Italia, i tre maggiori maestri europei di Commedia dell’Arte: CLAUDIA CONTIN, CARLO BOSO e MICHELE MONETTA.

I tre Maestri si alterneranno in un unico stage con lo scopo di sviscerare tecnicamente e teoricamente ogni aspetto della Commedia dell’Arte e del Teatro Popolare. Lo stage avrà la durata complessiva di 15 giorni e sarà suddiviso in 3 periodi da 5 giorni l’uno per un totale 105 ore.

Dal 13 al 17 luglio: il M.o Monetta affronterà il tema della maschera neutra, del mimo e della biomeccanica nella commedia dell’arte;

Dal 18 al 22 luglio, la M.a Contin si occuperà del training del commediante, dei “personaggi” e delle attitudini in Commedia;

Dal 23 al 27 luglio, il M.o Boso chiuderà lo stage trattando le tecniche di costruzione, scrittura e messa in scena di un  canovaccio.

 Lo stage è rivolto a giovani di tutta Europa per un massimo di 20 e verranno scelti dai tre Maestri e dal Centro Teatrale Senigalliese dopo presentazione di C.V. + lettera motivazionale da inviare a info@corsoteatro.it.

Il costo dell’intero stage è di 650 euro (217 euro per ogni periodo formativo) + 15 euro (tessera associativa e assicurazione).

Possibilità di vitto e alloggio convenzionati.

Sono aperte le iscrizioni per lo stage.

I candidati scelti saranno informati per mail e dovranno versare una caparra di 250 euro al conto corrente: IBAN IT84A0760102600000074800376; Intestato a Anzalone Serena; Causale: Stage Commedia dell’arte.

Il Bacajà, oltre ad ospitare questo percorso formativo unico nel suo genere, verrà arricchito da spettacoli di compagnie italiane e internazionali.

Qui di seguito il programma completo degli eventi che si svolgeranno tutti nel giardino della Scuola Pascoli, via Oberdan, 6 alle ore 21.30:

14 luglio: CARRO DEI COMICI “L’Arlecchino sulla luna” (Spettacolo per bambini)

15 luglio: PAOLO NANI “La lettera”. In scena: Paolo Nani. Ideazione : Nullo Facchini e Paolo Nani. Regia: Nullo Facchini
Da 18 anni questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo , l’hanno visto in Groenlandia e in Giappone, in Argentina e in Spagna, in Norvegia e in Italia, …oltre 800 repliche per questo piccolo, perfetto meccanismo che continua a stupire, anche dopo averlo visto decine di volte , per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista.
Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a 15 micro-storie, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa. Perché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? -vien fatto di chiedersi. La risposta sta nella incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico.
Il tema de “La lettera” è molto semplice: un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino che però sputa, chissà perchè, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta, la affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. Tutto qui. La storia de “La lettera” si ripete 15 volte in altrettante varianti come: All’indietro, con sorprese, volgare, senza mani, horror, cinema muto, circo, ecc.ecc.                                                                                                                                                                                                “La lettera” nasce come studio sullo stile, sulla sorpresa e sul ritmo, che vengono portati all’estremo della precisione ed efficacia comica, nella costante evoluzione dello spettacolo, in replica dal gennaio ’92. Il tema de “La lettera” è liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau “Esercizi di Stile”, scritto nel 1947, dove una breve storia è ripetuta 99 volte volte in altrettanti stili letterari.

17 luglio: PAOLO PAPPAROTTO “Per l’amore di Betìa”. Di e con Paolo Papparotto.
Angelo Beolco, detto Ruzzante, erudito padovano, scrive le sue commedie (sulla scia dei ‘mariazi’, feste matrimoniali pavane dove si mettevano in ridicolo gli sposi ed il loro destino di ‘cornuti’) all’inizio del ‘500. La commedia dell’arte in quel periodo fa i suoi primi passi nei banchi dei mercati e sulle piazze d’Italia. Come può non esserci un legame fra queste due importantissime modalità teatrali italiane? E’ da questo che siamo partiti per indagare le possibili connessioni: abbiamo cambiato i personaggi del Ruzzante (Ruzzante, Menato, il Soldò bergamasco) con le maschere a noi più consuete: Arlecchino, Brighella, Pantalone. Abbiamo mantenuto la sola Betìa, una Colombina solo un po’ più ruspante, ed il risultato è stato sorprendente. Ne abbiamo ottenuto una rilettura esilerante, adatta per il teatro dei burattini.
Tratta dalla ‘Moscheta’ di Ruzzante, ma cambiando i personaggi con le maschere della Commedia dell’ Arte, è la storia di una moglie sospettata di tradimento che si vendica sul vecchio marito grazie a due Zanni scatenati. Con Pantalone, Arlecchino, Brighella, il Capitano Spavento della Valleinferno e, naturalmente, Betìa.

19 luglio: STIVALACCIO TEATRO “Don Chischiotte. Tragicommedia dell’arte”. Da M. De Cervantes. Testo di Marco Zoppello. Interpretazione e Regia Marco Zoppello e Michele Mori. Consulenza Artistica Carlo Boso.
Giulio Pasquati, Padovano, in arte Pantalone e Girolamo Salimbeni, Fiorentino, in arte Piombino, sono due attori della celebre compagnia dei Comici Gelosi, attiva e applaudita in tutta Europa tra il 16° e 17° secolo. Sono vivi per miracolo. Salgono sul palco per raccontare di come sono sfuggiti dalla forca grazie a Don Chisciotte, a Sancho Panza ma sopratutto grazie al pubblico. A partire dall’ultimo desiderio dei condannati a morte prendono il via le avventure di una delle coppie comiche più famose della storia della letteratura, filtrate dall’estro dei due saltimbanco che arrancano nel tentativo di procrastinare l’esecuzione, tra mulini a vento ed eserciti di pecore. E se non rammentano la storia alla perfezione, beh, poco importa, si improvvisa sul tema dell’amore e della fame, del sogno impossibile, dell’iperbole letteraria, della libertà di pensiero e di satira con “l’unico limite: il cielo” come direbbe Cervantes.
Uno spettacolo sul pubblico, per il pubblico e con il pubblico, perché è quest’ultimo che avrà il compito di salvare i due attori dalla morte…di salvare il teatro. Anche noi, attori dietro i “personaggi attori” abbiamo attinto in assoluta libertà a quel contenitore straordinario che è il Don Chisciotte, rimasticandolo in un coinè tosco-veneto condito di emilianismi e francesismi e prendendoci il permesso di “tirare per la giacchetta” autori come Leopardi, Pulci, Ruzzante, Dante, De la Barca, Shakespeare e tanti altri. Duelli, salti, capriole, lazzi, travestimenti, maschere, improvvisazione e molto altro, in uno
spettacolo che si rifà all’antica tradizione italiana dei Comici dell’Arte. Don Chisciotte, TragiCommedia dell’Arte è uno spettacolo che parla dell’importanza del sogno, dell’utopia e, perché no, della follia. Per farlo segue due filoni distinti ma piuttosto vicini l’uno all’altro: le avventure dell’Hidalgo Don Chisciotte e quelle di due poveri e sfortunati Commedianti dell’Arte: Girolamo Salimbeni e Giulio Pasquati.

20 luglio: CARRO DEI COMICI “Gli amanti della rocca”. Scenario e regia di Carlo Boso. Interpreti Erika Giacalone, Diego Longano, Giancarlo Cioppi, Maria Paola Benedetti, Michele Pagliaroni e Andrea Vincenzetti.
Djamila, figlia di Mustapha ricco mercante turco, s’innamora follemente di Romeo, figlio di Lady Penelope. Mustapha ha promesso sua figlia al nobile Tebaldo. Romeo decide di travestirsi da pellegrino per fuggire con la bella Djamila. Tebaldo li insegue, travestito da monaco. Lady Penelope per spiarli, si camuffa da strega…. Ed è grazie alla partecipazione attiva e divertita del pubblico che l’amore trionferà.
Il soggetto de Gli Amanti della Rocca è liberamente ispirato a Giulietta e Romeo di Shakespeare e alla tragedia di Paolo e Francesca cantata da Dante nella sua Commedia. Per rendere più varia l’azione teatrale sono stati inseriti sulle trame originali nuovi personaggi che vanno ad arricchire il canovaccio costruito sul canone classico della Commedia dell’Arte italiana fatto di intrighi, amori, fraintendimenti e colpi di scena.

22 luglio: RUVIDO TEATRO “Le avventure di Arlecchino” (Spettacolo per bambini).
Piccole storie sulle maschere della Commedia dell’Arte. Regia di Fabio Bonso e Francesco Mentonelli. Interpreti Nadia Biocco, Francesco Mentonelli e Fabio Bonso. Testi di Francesco Mentonelli.
Perché uno spettacolo della commedia dell’arte. Il motivo nasce dal voler far conoscere questa antica pratica alle nuove generazioni, facendo capire l’importanza che questo linguaggio particolare ha avuto sul futuro delle tecniche e approcci al teatro stesso. Arlecchino, Pantalone, Capitan Spaventa e Colombina sono i personaggi tra i più famosi della commedia dell’arte, quel tipo di spettacolo che fa dell’improvvisazione e del contatto diretto con il pubblico il suo fascino e la sua attrazione. La tradizione storica del linguaggio corporeo è legato ai bisogni primari – mangiare, innamorarsi, accumulare denaro – e fa da tramite ai dialoghi dei personaggi, che seguendo i propri istinti riescono a intricare o a risolvere le vicende che attraversano la loro semplice vita. Un modo di far teatro che viene da lontano, che si è evoluto nei secoli, e che oggi viene riproposta con un taglio di attualità, dove le storie assumono valenza di sopravvivenza per l’esistenza stessa. Questi personaggi saranno protagonisti di avventure straordinarie, ricche di ironia e divertimento, frizzi e lazzi, coinvolgendo nelle storie incredibili che avvengono sul palco il pubblico di grandi e piccini. Sono tre storie che tra amori veri o presunti, inganni e tranelli, incomprensioni e situazioni comiche, portano lo spettatore alla risata e al gusto diretto degli avvenimenti che si susseguono sul palco, diventando il tramite per far entrare il pubblico direttamente nelle vicende dei protagonisti.

23 luglio: I CIRCONDATI “Diapason”. Di e con Diego Carletti e Luciano Menotta.                                                                                 4 personaggi per 2 attori. Due servi di scena (personaggi maschera) e due musicisti inconcludenti. Due storie che si intrecciano per poi fondersi e ribaltarsi in una trama composta da una potente comicità, assurdità ed emozioni primordiali. Il gioco dei corpi, messi in luce dalle mezze maschere, si unisce alla comicità frontale clownesca. Il fallimento crea l’assurdità. Lo spazio diviso da un sipario minimale viene all’improvviso capovolto creando dei retroscena, dei non-visti, che portano lo spettatore in una condizione di grande complicità e intimità. Un esempio di contemporaneità nella Commedia dell’arte e nel clown. Diapason è un salto nel vuoto senza rete di protezione, è un assurdo e raffinato gioco fatto di musica, di verità, di nudità, di fame, di sete e di amore.

24 luglio: TEATRO ALLA PANNA “Anima sensibile”. Di e con Luca Paci e Roberto Primavera.
“Anima Sensibile” é un divertente spettacolo da strada ispirato a quel filone delle eresie medioevali che consideravano su un terreno di parità Dio e il Diavolo. Il recupero teatrale di miti e leggende di gnostici, catari e bogomili consente al Diavolo di parlare liberamente con Dio e a Dio di poterlo ascoltare senza sminuirsi. Solo così potranno disputarsi il ruolo del protagonista nel creare il mondo o nel dialogare con il povero Adamo!
Un paravento di tela dipinta rappresenta il mondo, sopra il mondo le nuvole, sopra le nuvole si svolge questa storia. Lo spettacolo si muove alternando scene esilaranti ad altre pervase di comicità sottile, ironica e leggera, che nasce dal contrasto tra i personaggi e il ruolo che si trovano a svolgere. Un Diavolo sensibile, Dio Padre che fatica per creare un mondo ben fatto, Adamo ed Eva alla scoperta della vita di coppia, un Burattinaio in odore di eresia.
Il lavoro é costruito accostando con leggerezza le scene, che hanno vita autonoma, creando tra esse relazioni pericolose e giocosi contrasti.

25 luglio: Documentario “Arlecchino in Siberia per una nuova Commedia dell’arte” e discussione con gli autori Claudia Contin Arlecchino e Ferruccio Merisi.

26 luglio: CLAUDIA CONTIN ARLECCHINO “Il mondologo di Arlecchino”. Regia Ferruccio Merisi. Scritto e interpretato da Claudia Contin Arlecchino.                                                                                                                                               Arlecchino, servitore di Satanasso in persona (che però risulta al giorno d’oggi estinto), si ritrova “orfano di padrone” a vendere una strana eredità che gli è rimasta tra le mani: alcune anime pregiate, anime dannate, anime particolarmente birichine… Inizia così un “viaggio comico-umoristico”, imprevedibile, arguto e graffiante, che vede Arlecchino – “pro budello suo” – scoprirsi di volta in volta: avvocato, strampalato ciarlatano, stregone, allievo filosofo cantautore e seduttore, senza potersi esimere dal lasciar libera la sua simpatica linguaccia a proposito del nostro per lui stranissimo mondo attuale.
Il testo de “Il MonDologo di Arlecchino” è stato scritto componendo, riscrivendo, reinterpretando molta “biografia non ufficiale”, antica e moderna, della Maschera più famosa del mondo, allo scopo di sottrarre lo stesso Arlecchino dalle visioni riduttive banalmente infantili e folcloriche, per ritrovarne invece la forza e l’incisività adatte ad un pubblico contemporaneo “adulto e vaccinato”…… Una forza che è quella di un giullare provocatore, di un demonietto magico, di uno spirito di rivalsa, difensore insieme di tutti gli umili e di tutti gli dèi, con una spiccata – quanto furba e ben protetta – antipatia per i potenti senza forza, per gli azzeccagarbugli dalla troppe cause, per i moralisti senza impegno. Dopo vent’anni esatti dalla sua prima messa in scena, Claudia Contin Arlecchino opera questo “remake” del suo testo preferito, in cui vuole dar spazio a tutta la sapienza accumulata in una carriera di rapporto con il pubblico splendido e cordiale.                          Arlecchino è un personaggio che “parla danzando”, proprio come i personaggi magici degli antichi Carnevali: come un jolly, un portafortuna birichino e assolutamente indipendente. Contenuta in una evidente perfezione coreografica e sostenuta da una sottile grammatica di movimenti precisi – il che contradistingue il lavoro di Claudia con le Maschere – questa danza diventa anche improvvisazione, o, come dice Claudia stessa, “dedica e collaborazione” con il pubblico particolare di ogni serata.

27 luglio: CANTINA RABLE’ “Falsi d’amore- Commedia romantica e pugnace”. Regia di David Anzalone. Interpreti Agnese Barucca, Erika Giacalone, Francesco Mentonelli e Michele Pagliaroni.

Gli spettacoli sono ad entrata libera con possibilità di “cappello”.

Per info:

Serena

3312364307

info@corsoteatro.it

facebook.com/bacajà

Con il patrocinio del Comune di Senigallia, dell’Università degli studi di Urbino e della Coop Adriatica.

Con la collaborazione di Hotel Eleonora, Canestrari.

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